Fidati del fotografo l’hai scelto e pagato anche profumatamente è un professionista, PERCHÉ NON FIDARSI PIENAMENTE!  Cit.Mia

1) Dimenticati del fotografo

Sii naturale, non pensare a come verrai in foto. Il motivo per cui le persone “normali” (intendo quelle che non si guadagnano da vivere posando davanti a un obiettivo) pensano di non venire bene in foto, è che sono così in imbarazzo davanti alla macchina fotografica che si irrigidiscono e assumono pose ed espressioni innaturali. Quel giorno avrai tante di quelle cose a cui pensare, che ti riuscirà abbastanza facile dimenticarti della presenza del fotografo per la maggior parte del tempo. ?

E in ogni caso, affidati al tuo fotografo: lui sa come farti venire bene in foto. È per questo che lo stai pagando così tanto! 😀


Gypsy wedding

2) Usa un po’ di strategia

Partiamo dal presupposto che la fotografia è soggetta ad eventi aleatori di molti tipi, quindi non c’è mai la certezza assoluta di avere la foto di un momento specifico a meno che non si tratti di una foto costruita. C’è modo però di prevenire ragionevolmente il rischio che un momento importante vada perso. Facciamo l’esempio dello scambio degli anelli, un momento in cui è molto facile “mancare” una foto importantissima. I fattori che possono compromettere la riuscita della foto sono: invitato zelante che impalla il fotografo per fare la foto con l’iPhone; prete con maniche ampie e microfono + chierichetto zelante con cartellina con foglio delle promesse, il tutto davanti alle facce degli sposi.

Questa problematica si può risolvere con un po’ di strategia: se gli sposi effettuano lo scambio degli anelli guardandosi, uno di fronte l’altro, invece che dare le spalle alla platea, il fotografo cioè Io posso fotografare lo scambio degli anelli dal fondo della navata. Si tratta tra l’altro di una foto molto bella visto che si vede l’abside sullo sfondo.

 

3) Scegli professionisti compatibili

Puoi scegliere fotografo e videografo separatamente, ma fai attenzione ad alcune cose. È importante che abbiano modalità operative compatibili. Qualche esempio: se prendi un videomaker che lavora a luce naturale, con reflex e lenti luminose, e gli metti vicino un fotografo che in chiesa usa i flash, avrai il video della cerimonia pieno di flashate; se invece prendi un fotografo che lavora a luce naturale e gli affianchi un videomaker che lavora con luce continua (led o faretti), avrai problemi di dominanti di colore nelle foto, e la chiesa buia dietro gli sposi.

La stessa cosa vale se prendi un fotografo con stile reportagistico/discreto e un videomaker che invece tende a fare molta regia dell’evento (o viceversa, caso meno problematico perché il videomaker reportagista si limita a fare backstage in quel caso, mentre per il fotografo un videomaker invadente può essere un problema).

Stesso discorso per l’entrata in chiesa: se il videomaker la riprende da dietro l’altare, un fotografo che segue tutto l’ingresso da davanti la sposa, magari usando il flash, copre tutta la visuale del video operatore ed altera la scena con il flash. Se l’assistente del videomaker fa la carrellata da dietro, creando un inopportuno effetto foto bomba in tutte le foto dell’ingresso, il risultato non è carino.

È anche utile che fotografo e videomaker abbiano modo di conoscersi e parlarsi, anche solo qualche minuto prima dell’evento, per decidere insieme come non intralciarsi a vicenda.

 

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